Jamie Woon - Making Time

Jamie Woon - Making Time

2015 - 10 tracce - 41:00

  1. Message - 4:29
  2. Movement - 5:12
  3. Sharpness - 3:27
  4. Celebration [feat. Willy Mason] - 04:50
  5. Lament - 3:36
  6. Forgiven - 3:23
  7. Little Wonder - 3:06
  8. Thunder - 3:12
  9. Skin - 3:01
  10. Dedication - 06:52

Bio

Jamie Woon

Figlio di padre cinese malese e madre scozzese e irlandese: la cantante di musica celtica Mae McKenna.

Nato e cresciuto a New Malden, nel Royal Borough of Kingston upon Thames, Greater London.

Ha frequentato la Sacred Heart RC Primary School (New Malden), la S.T Catherines RC Middle School (Raynes Park) e il Wimbledon College (Wimbledon).

In seguito ha frequentato la BRIT School, dove si è diplomato l'anno dopo Amy Winehouse, che ha poi supportato in alcune esibizioni live.

Il suono e lo stile di Woon sono descritti come voci con inflessioni soul sostenute da campionatori e programmazione, o da una singola traccia di chitarra. Descrive la sua musica come “... R&B, è musica vocale basata sul groove...”

Nativo di Londra e figlio della vocalist di sottofondo Mae McKenna, Woon debutta nel 2006 con una sorprendente versione folk-soul a cappella di “The Wayfaring Stranger”. Uscito prima come singolo su 12″, il brano è ripubblicato a febbraio con l’originale “Gravity” e un paio di remix, tra cui quello di Burial, innovatore del dubstep.

Il DJ di BBC Radio Gilles Peterson ha scelto la versione a cappella per la sua seconda compilation Brownswood Bubblers, pubblicata quell’anno, alzando di molto il profilo del musicista.

Album

Fatte salve le collaborazioni sparse con artisti del calibro di Disclosure, Paul White, Banks e Portico, Jamie Woon non si è fatto sentire per quattro anni dopo l'uscita di Mirrorwriting. Woon non aveva fretta di completare un secondo album.

Poco prima dell'uscita del suo follow-up, nel novembre 2015, ha detto di voler far sentire il suo ritorno come una rinascita.

Si tratta di serie di canzoni sfumate, silenziosamente intense e con un certo grado di sofferenza. Il cambiamento più evidente, a parte i progressi di Woon come autore di testi più fantasiosi e come vocalist sicuro e pacificatore, è che Making Time è meno elettronico e presenta una sezione ritmica dal vivo che si attiene in gran parte a schemi annodati e leggermente funky.

Woon ha citato Voodoo di D'Angelo come influenza, e sebbene non ci si possa aspettare che lui e i suoi co-produttori, tra cui Lexx, White e Robin Hannibal, raggiungano quel livello, l'album ha un carattere distintivo che raramente perde la sua presa.

La dolcemente pulsante “Message”, la schioccante “Sharpness” e la sottilmente splendida “Dedication” eguagliano o superano qualsiasi highlight del debutto, così come “Forgiven”, un'improbabile sintesi di folk contemporaneo e di un tic simile a Timbaland della fine degli anni Novanta.

Vista la rilassatezza e la compostezza dell'intera sequenza, Woon avrebbe potuto ingannare il pubblico facendo credere che lui e i suoi soci siano semplicemente entrati in studio senza idee e abbiano realizzato il tutto in un paio di settimane.

Ascolta su Navidrome

Jamie Woon

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